Alla ricerca della felicità

La Formula 1 si appresta ad atterrare negli Stati Uniti: Hamilton e Vettel alla ricerca della felicità in quel di Austin, tra sogni e… speranze.

Pareva essere un mondiale destinato a decidersi all’ultima curva dell’ultimo gran premio, rischia invece di chiudersi mestamente con ben tre gare d’anticipo. Un duello entusiasmante, quello tra Lewis Hamilton e Sebastian Vettel, che ha infiammato i cuori degli appassionati per sei lunghissimi mesi, contraddistinti da allunghi, rimonte, ruota a ruota e pregevoli sorpassi. Quel fuoco sembra però ora essersi definitivamente spento in ogni tifoso. Inutile dilettarci con inutili giochi di parole con le candele, lo hanno già fatto in tanti. Ciò che conta è che Vettel, in testa alla classifica generale dalla prima all’undicesima tappa, si è visto sfuggire il sogno iridato troppo in fretta per potersene accorgere davvero, a causa prima di una sciagurata partenza, poi di un problema elettrico alla power unit, e infine a causa di una semplice ma fondamentale e nefasta candela. Tante le gioie per i tifosi Ferrari nella prima parte di stagione, tante le sofferenze nella seconda. A differenza degli anni passati tuttavia, esse non sono scaturite dall’assenza di competitività delle rosse, ma dalla troppa voglia di vincere (Singapore) e soprattutto dall’affidabilità (Sepang e Suzuka), tallone d’Achille della SF70-H, monoposto tanto veloce e bilanciata quanto fragile. Per questo motivo è stato semplice per Hamilton prendere il largo. Il pilota britannico, sempre accompagnato gloriosamente dalla sua inaffondabile Mercedes W08, ha ora cinquantanove punti di vantaggio e potrebbe festeggiare già ad Austin il suo quarto titolo mondiale, eguagliando proprio Vettel.

Quest’ultimo dovrà fare il possibile per quantomeno rimandare la festa del rivale, appellandosi forse a qualche divinità sportiva, pregando e sperando in complicazioni tecniche ai danni dell’inglese. Dovrà comunque lottare con le unghie e con i denti per aggiudicarsi quella che sarebbe la quinta vittoria stagionale, per rivitalizzare se stesso ed il proprio team (sprofondato in una sorta di depressione post certamen currendi), per rianimare questo mondiale e per risollevare in parte anche lo stesso Hamilton, che da qualche tempo non sembra nemmeno più godere delle sue vittorie. Entrambi i piloti, in Texas, si troveranno ancora una volta l’uno di fronte all’altro, alla ricerca della felicità, ognuno cullando il proprio “sogno americano”.

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