L’occasione di Brendon

Chioma bionda, un palmares di tutto rispetto e tanta voglia di stupire anche in F1: Brendon Hartley è riuscito a coronare il suo sogno nel momento in cui non ci credeva più.

A vederlo, più che un pilota, parrebbe più essere un attore. Chissà, se recitare avesse rappresentato la sua più grande passione e se avesse avuto ovviamente il talento necessario, forse Brendon Hartley sarebbe stato inserito nel cast di Game Of Thrones o serie simili, ad esempio. Si scherza, ovviamente. Tuttavia, chi segue il motorsport a trecentosessanta gradi, sa bene chi è Brendon Hartley, ventisettenne neozelandese, ed è conoscenza del fatto che ai teatri ed ai set cinematografici preferisce di gran lunga le piste. Non per caso il suo palmares è di livello assoluto: due anni fa si è infatti laureato campione del mondo nel WEC, al fianco di Mark Webber e Timo Bernhard e quest’anno si è aggiudicato la prestigiosa 24 Ore di Le Mans. Al momento è inoltre in testa al Mondiale Endurance 2017, a sole tre gare dalla fine. Chi l’avrebbe detto dunque, che il meglio sarebbe dovuto ancora arrivare: in Toro Rosso (vero e proprio porto di mare), hanno pensato a lui per sostituire il francese Pierre Gasly, impegnato nel Super Formula.  Sarà infatti lui a correre al fianco di Daniil Kvyat (reintegrato) ad Austin, in Texas. Una chiamata inaspettata, per chi la F1 l’aveva potuta solamente assaggiare in sporadici test ed in qualche esibizione di casa Red Bull. Un sogno che si realizza, per un ragazzo non più giovanissimo, che ha passato l’infanzia in una cameretta tappezzata di poster di Bruce McLaren, suo idolo e connazionale. Hartley non può che essere dunque al settimo cielo: “Che sensazione incredibile! Questa opportunità è stata una vera sorpresa. Dal periodo in cui ero il pilota di riserva di Red Bull e Toro Rosso sono maturato e ho imparato moltissimo: sono stati anni difficili che mi hanno però reso più forte e più determinato. Voglio dire un grandissimo grazie a Red Bull per aver reso tutto questo realtà e a Porsche per avermi permesso di prendere questo impegno contemporaneamente al World Endurance Championship. Il COTA è un tracciato che mi piace molto e dove ho corso proprio di recente. Non voglio caricare il mio debutto in F1 di attese eccessive, ma mi sento davvero pronto per affrontarlo”, ha commentato il neozelandese, visivamente emozionato. Saprà stupire anche il pubblico americano? Chi vivrà, vedrà.

Photo credits: Scuderia Toro Rosso

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