L’affondamento della W09

Dopo un primo giro rocambolesco, ci eravamo tutti preparati psicologicamente ad una gara dai mille sbadigli. Siamo sinceri: avremmo tutti scommesso su una facile doppietta Mercedes, che avrebbe indirizzato in maniera decisa sia il mondiale piloti che quello costruttori. Invece no: quando Valtteri Bottas accosta, ci si rende conto che la corazzata che da quattro anni schiaccia prepotentemente la concorrenza, non è invincibile. Ha delle falle. La W09, come l’inaffondabile, sontuoso e mastodontico Titanic, cede sotto i colpi di un iceberg chiamato in questo caso affidabilità, che fa sprofondare negli abissi a poche tornate dal termine anche Lewis Hamilton. E ora può cambiare tutto.

In Austria abbiamo assistito ad una gara che passerà agli annali. E chi l’avrebbe detto. Dopo appena un giro il verdetto appariva scritto: doppietta Mercedes. Lewis Hamilton era infatti pronto a dominare in lungo e in largo, protetto dal fido scudiero Valtteri Bottas, che aveva vanificato la pole position di ieri in partenza. Se si pensa poi che al termine della prima tornata Kimi Raikkonen si trovava in quarta posizione e Sebastian Vettel addirittura in ottava, non era un’eresia, considerando la forza Mercedes sia in termini di performance che in termini di affidabilità, pensare ad un mondiale già finito.  La Ferrari sembrava dunque spacciata, schiacciata dalla pressione, dagli errori e dalle penalità. Invece no, non è andata così: e non c’entrano fortuna e sfortuna. Quando Valtteri Bottas accosta, ci si rende conto che la corazzata che da quattro anni schiaccia prepotentemente la concorrenza, non è invincibile. Ha delle falle. La W09, come l’inaffondabile, sontuoso e mastodontico Titanic, cede sotto i colpi di un iceberg chiamato in questo caso affidabilità, che fa sprofondare negli abissi ad otto giri dal termine anche Lewis Hamilton. 

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Nel mentre le due Ferrari, come d’incanto, ritrovano le performance ed incanalano giri veloci su giri veloci e si portano a casa la bellezza di trentatré punti, riprendendosi la testa della classifica piloti (Sebastian Vettel ha ora un punto di vantaggio sul rivale inglese) e di quella costruttori (dieci sono i punti su Mercedes). Dalle stalle alle stelle. Un sogno? No, realtà.

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In Mercedes hanno forzato la mano, forse anche con un pizzico di arroganza, con l’obiettivo di annichilire la Scuderia di Maranello, e hanno pagato un prezzo altissimo. A Silverstone, a casa di Lewis Hamilton, i tedeschi (reduci dalla disfatta mondiale anche nei campi da calcio) sono chiamati al riscatto. Dovranno però essere umili, perchè le penalità incombono. Saranno però soprattutto costretti ad inseguire, facendo attenzione anche alle due Red Bull, che hanno dimostrato di essere ancora una volta sul pezzo. Oggi Max Verstappen ha vinto meritatamente. E chi avrebbe detto tutto questo dopo il primo giro. Signore e signori, forse il vento è davvero cambiato.

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