Le considerazioni (e le speranze) di Andrea Matteotti

L’analisi di Andrea Matteotti, che ci racconta il suo punto di vista sul GP di Monza. Andrea, pur essendo un grande tifoso di Lewis Hamilton, ha una speranza: che Vettel possa tenere aperto fino all’ultimo un mondiale troppo bello per chiudersi nell’immediato.

L’analisi di Andrea Matteotti:

“Analizziamo, punto per punto, gli episodi del GP Italia, a mio parere uno dei più belli della stagione. Partenza: Vettel parte leggermente meglio di Raikkonen e gli è appaiato alla Prima Variante. Il finlandese, però, non cede la posizione; anzi, si esibisce in un bello spiattellamento dell’anteriore destra che nega al compagno ogni chance di prendersi la leadership. Variante della Roggia: forse uno dei momenti clou del GP: Vettel, non riuscendo ad attaccare Raikkonen, chiude l’interno per evitare l’attacco di Hamilton che però, grazie ad una staccata ai limiti del paranormale (dove ha frenato, a Milano?), si appaia al rivale e lo passa. Seb però, non ci sta e allunga la staccata, il che però lo fa sbattere sulla W09 di Hamilton e ciò lo manda in testacoda: gara compromessa, urge una rimonta. Nel frattempo, dopo la Safety Car, entrata per recuperare la macchina di Brendon Hartley, Hamilton attacca e passa Raikkonen all’esterno della Prima Variante. Kimi risponde subito e ci prova all’esterno della Roggia: Lewis, memore della fine di Vettel, alza il piede e fa passare l’alfiere della Ferrari. Ecco una differenza con Vettel, che secondo me lo rende superiore a Sebastian. Ma analizzerò dopo il confronto tra i due.
Altro momento clou, il pit stop di Raikkonen, arrivato secondo me troppo presto. Ok coprirsi dall’ipotetico undercut che avrebbe potuto attuare la Mercedes con Hamilton, ma davvero, se le supersoft non hanno né degrado né blistering, stai fuori per l’amor di Dio. Niente di tutto questo. Errore del muretto Ferrari. Poi pit di Hamilton e quello di Verstappen, ma veniamo ora ad un altro momento chiave del GP: Bottas usato da “tappo” per favorire Hamilton rallentando Raikkonen. Eticamente brutto, ma così vanno le corse: se ti giochi un titolo e hai due macchine per poterti giostrare la strategia, cerchi di capitalizzare a tuo vantaggio. E in questo la Mercedes è maestra. Conseguenze: Raikkonen perde tempo e distrugge le posteriori, mentre Hamilton, con gomme molto più fresche, si avvicina come un falco. Il pilota inglese, però, ci mette un po’ ad attaccare il ferrarista, complice una grandissima velocità di punta della SF71-H. Quando sferra il colpo, però, lo fa con una forza ed una velocità impressionante: Kimi gli concede l’esterno, Lewis se lo prende tutto e conquista la prima piazza. Purtroppo devo far notare l’errore di Verstappen che manda Bottas per campi (quello che molti ferraristi avrebbero voluto, probabilmente) e si prende cinque secondi di penalità sacrosanti.  Il resto del GP è un monologo di Hamilton, che eguaglia le vittorie di Schumacher in terra Brianzola (cinque) e si porta a +30 su Vettel, giunto quinto (quarto per la penalità di Verstappen).
Capitolo Hamilton: è un fenomeno assoluto. Quando è in palla non lo fermerebbe neanche Han Solo sul Millennium Falcon. La Mercedes deve ringraziarlo tantissimo per lo straordinario lavoro che compie ogni GP. Capitolo Raikkonen: un peccato. Sarà la strategia sbagliata (ha finito praticamente sui cerchioni), sarà il tappo che gli ha fatto Bottas, ma per il weekend che ha messo in scena mi sento di dire che meritava di vincere. Nel frattempo, riceve (probabilmente) una doccia freddissima dalla Ferrari, che sembra averlo accantonato per far spazio a Leclerc. Da grande estimatore del monegasco, però, mi sento in totale disaccordo: Kimi merita il rinnovo. È alla miglior stagione da quando è tornato in Ferrari, lo dicono i numeri. Capitolo Vettel: poco lucido. Davvero poco lucido. Se vuoi vincere il mondiale passi l’errore di Baku, ma quelli di Hockenheim e di domenica gridano ancora vendetta. Non puoi permetterti di farli. E purtroppo inizio a ritenere che quei quattro titoli li abbia vinti molto più per la macchina che per abilità sue, nonostante lo ritengo tra i tre più forti in griglia. E ora sì, il confronto tra i due aspiranti al titolo: è brutto da fare, ma lo ritengo doveroso. Purtroppo Vettel questa stagione sta buttando via tantissimi punti: a Baku poteva vincere, ma per una manovra scellerata ha chiuso terzo; in Francia ha rovinato la sua gara e quella di Bottas; in Austria ha fatto un errore in qualifica con Sainz, in Germania si è schiantato quando era saldamente davanti e domenica ha fatto un altro errore. Hamilton, se vogliamo, ne ha commesso solo uno in Germania: di sabato però. Il giorno dopo ha vinto. Quindi possiamo considerare nulli gli errori fatti da Lewis in stagione. Ed è solo trenta punti davanti: questo dimostra quanto Ferrari sia superiore a Mercedes, ma che non abbia un pilota saldo di testa. Non so se siate d’accordo con me, ma con un Hamilton (o un Alonso) al volante di questa meravigliosa monoposto il mondiale sarebbe molto più in discesa.
Ah, ultima cosa: mi sento di bacchettare la Ferrari anche per come stanno gestendo i piloti (e il rinnovo/non rinnovo di Raikkonen). Se vuoi vincere il mondiale non puoi giocartelo con entrambi, soprattutto se Kimi si trova distante da Vettel in termini di punteggio. Quindi la scelta migliore sarebbe giocarsela come fa Mercedes, ovvero con una punta sola. Per l’ultimo appuntamento europeo è tutto, mi auguro che Vettel riduca il gap per tenere vivo un mondiale tesissimo e a mio parere stupendo.”

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