Ogni maledetta domenica

Le considerazioni ed il pagellone di Stefano Ariotti. Che ne ha davvero per tutti.

Ogni maledetta domenica vincerai o perderai. Il punto è: sei in grado di vincere o perdere come un uomo?

L’editoriale di Stefano Ariotti:

“Il titolo di questo fantastico film che molti di voi avranno visto e che se fosse diversamente vi consiglio rispecchia l’approccio del tifoso ferrarista e l’approccio del tifoso Mercedes ultimamente. Sì,perché per chi ha il cuore rosso che batte nel petto le ultime domeniche sono decisamente maledette, dalla pioggia, dai contatti, da errori del team o dei piloti, ce n’è per tutti. In territorio anglo-tedesco invece le domeniche sono “given”, un dono, un destino che si rivela propizio in tutte le sue forme, ivi compresi i palesi giochi di squadra. E’ stato un weekend che è partito con un’onda negativa lunghissima, il cui vero problema è stato quello di non volerla vedere, di non volerla notare e di continuare a ripetersi il mantra che tutto sarebbe andato bene, che tutto doveva andare bene per forza. Sono uno dei pochi – credo – che continua a dire che non è vero che la SF71-H sia la monoposto nettamente migliore del lotto e, crono alla mano, i fatti pare mi diano ragione, ma per un qualche strano motivo è bello sentirsi dire che hai la monoposto migliore, anche quando perdi, è consolante, è piacevole come le coccole della mamma quando ti sei sbucciato il ginocchio. Sta di fatto che, il ginocchio, te lo sei sbucciato lo stesso Ma veniamo a Monza. L’onda lunga, dicevo, è iniziata dalle prove libere, dall’errore in parabolica di Vettel, subito esorcizzato dal primo mantra: “Vettel come Schumacher nel 2005, stesso errore”. Detta così, che impressione vi fa? Buttiamo acqua sul fuoco no? Sa un po’ di “Se ha sbagliato Schumi…”. Bene. Sapete che risultato ha fatto Schumi a Monza nel 2005? Primo. Sì, dei non doppiati, perché è arrivato decimo! Lasciamo stare che in campionato arrivò terzo. Sono poi arrivate le qualifiche, con un urlo strozzato in gola da un Kimi tanto bistrattato ma che ha ancora il suo bel piedino pesante. Ora si capisce il perché di un Seb scuro in volto nelle interviste post-qualifica, poco sereno, ma come? Il suo fido scudiero è in pole, di che si deve preoccupare, basta un ordine di scuderia e le cose si sistemano. Non sarà di certo la prima volta… E poi… Dopo quello che anche la Mercedes sta facendo con Bottas… La giustificazione è pronta da infornare. Forse nessuno di noi sa – sapeva – che in realtà Kimi non veste più quel ruolo, ma molto probabilmente è un libero professionista in attesa di accasarsi altrove o di ritirarsi con l’anima in pace e la sua splendida famiglia per dedicarsi a fare ciò che vuole. Questo spiega la partenza irruenta di Vettel e rende vincente la partenza aggressiva di Hamilton, che si è giocato un “all-in” ed ha sbancato, ancora una volta. Vettel invece di limitare il danno e pensare a restituire il favore all’avversario (tanto non doveva avere la monoposto più veloce?) non ci è stato e ha pagato caro per l’ennesima volta dopo ben due tentativi di sorpasso nei confronti di Kimi, che si è ritrovato suo malgrado successivamente vittima di un blistering (cara grazia che è arrivato al traguardo secondo).

partenza-gp-monza-2018

Ma come, non doveva avere anche lui la monoposto più veloce? In tutto questo la ciliegina sulla torta ce l’ha messa proprio lui, Seb, che coraggiosamente dice che poteva andare peggio, che tutto sommato (grazie Max!) quarto è meglio che niente. Fossi stato di fronte a lui gli avrei ricordato di ringraziare la Safety Car, perché senza Safety Car come sarebbe andata a finire? Anche questa è passata in cavalleria, guardiamo sempre il bicchiere mezzo pieno, sempre meglio che vuoto, peccato che quello degli altri sia pieno del tutto. Mah. Sarà ma io questa mancanza di aggressività non la vedo mica più tanto come superiorità mentale, gestione, consapevolezza, bla bla bla, sto iniziando ad avere dubbi lo confesso. Per il resto che dire, Monza è Monza, finalmente una pista testosteronica che ci ha risvegliato dal torpore post prandiale e ci ha regalato emozioni. Abbiate pazienza ma io sono un old school che rimpiange ancora il vecchio Hockenheim e simili, non me ne vogliate amanti dello stile di Tilke. Monza è andata ed Hamilton si ritrova con trenta punti di vantaggio, non ci resta che guardare avanti, alla notte di Singapore, dove la Ferrari dovrebbe essere favorita, dove se non si farà uno-due al netto di problemi degli avversari molto probabilmente la notte calerà anche sul mondiale di Vettel e della Ferrari stessa.

Come diceva Tony D’Amato – Al Pacino: On any given Sunday you’re gonna win or you’re gonna lose. The point is: can you win or lose like a man?

Ogni maledetta domenica vincerai o perderai. Il punto è: sei in grado di vincere o perdere come un uomo?

 

Pagelle:

Hamilton: 10. Impeccabile, imbattibile, forse la miglior gara della stagione per lui.

Raikkonen: 9,5. Ha guidato sopra i problemi ed è riuscito a nascondere con difficoltà il suo dispiacere. Iceman dal cuore caldo.

Bottas: 6. 10 come stopper e uomo squadra, niente da dire, 2 come pilota, ragazzo io fossi in te non lo andrei in giro a dire così che il tuo compito numero uno era quello di rallentare i rivali.

Vettel: 5. E forse sono troppo buono. La partenza un disastro atomico, graziato dalla SC e da quella testa calda di Verstappen chiude quarto con una doverosa rimonta.

Verstappen: 6. Nonostante la sua eccessiva aggressività ha dimostrato di saper guidare sopra le possibilità di una monoposto che si era persa nei vialetti del parco di Monza.

Ocon: 6,5. Stavolta chiude davanti a Perez, ha talento e non merita di restare appiedato, ma… business is business. Ahinoi.

Perez: 6. Porta a casa la pellaccia.

Sainz: 6. Dai, su, bene ma non benissimo come direbbe il buon Valsecchi.

Stroll & Sirotkin: 9. Ormai sono come Cric e Croc, il 9 è un 9 da “vipregorianimatelawilliams”. Quanto a loro, beh pensate che il prossimo anno potreste rivederli in schieramento e non vedere Alonso e Raikkonen. Andate avanti voi.

Leclerc: 6,5. Fresco di contratto in Ferrari? Lo stimo immensamente, ma avrei aspettato ancora un anno.

Vandoorne, Hulkenberg, Gasly, Ericsson, Magnussen, Ricciardo, Alonso, Hartley: SV. Vandoorne mette tristezza perché è un signor pilota ma non è mai sbocciato probabilmente, Hulkenberg ha corso con le ganasce, Gasly ti aspettano in Red Bull – vai vai, unica menzione per Ricciardo, a cui probabilmente stanno montando i pezzi della Renault Alpine e Alonso… No vabbè ad Alonso cosa gli vogliamo dire ancora. In bocca al lupo per la Triple Crown! Ah… a proposito di triple… Brendon, al pub di Monza Seb te ne ha lasciate due pagate… per la Safety Car… thanks a lot man!”

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2 pensieri riguardo “Ogni maledetta domenica

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