Vai al contenuto

Dentro il casco di Seb

Le speranze, le paure e i sogni di Sebastian Vettel. Un miscuglio di emozioni che accompagnano il tedesco quattro volte campione del mondo ormai da tempo immemore. Segui il cuore Seb. Non avere paura, non sei solo in questa guerra. Un racconto a firma di Cosimo Sarti.

Tre mesi, e pure scarsi: questo è il lasso di tempo in cui Vettel si giocherà gran parte della propria carriera. A Novembre, o sarà uno dei dieci eroi capaci di portare il Mondiale a Maranello, interrompendo il terzo digiuno più lungo nella storia del Cavallino, o le cose prenderanno una piega molto difficile. L’arrivo di Leclerc, senza l’appoggio politico che gli garantirebbe la vittoria di questo campionato, potrebbe rivelarsi la pietra tombale sul sogno rosso di Seb. Saprà, come fece il suo idolo d’infanzia, rialzarsi dal tappeto e riscrivere la sua storia e quella della Ferrari? E, soprattutto, cosa può fare ora che sembra solo contro il mondo? Questa situazione è l’esempio perfetto del perché un Mondiale in rosso vale più di mille Mondiali altrove. No, non è campanilismo o essere di parte, è la realtà delle cose: correre per la Ferrari è come affrontare “il boss finale” della F1. E’ la strada verso l’immortalità, da percorrere a tutta velocità senza cadere nel baratro che la costeggia, come la Pista Arcobaleno di Mario Kart. La pressione che arriva da tutti i fronti, in uno sport che si basa su nervi saldi e decisioni fulminee, è insostenibile. Sbaglia una curva e ne sentirai parlare per un bel pezzo da giornalisti, tifosi, spettatori occasionali e persone che non hanno mai visto un GP ma si sono stancate di parlare del meteo. Fallo in una qualunque altra squadra e dopo il brutto voto sul giornale del lunedì nessuno se ne ricorderà più. La macchina è bella, è rossa come la volevi da bambino, ma è davvero la migliore? Negli ultimi quarant’anni la Ferrari ha aperto cicli vincenti degni di questo nome solo due volte con due campionissimi inarrivabili come Niki Lauda e Michael Schumacher, i quali hanno entrambi lasciato in eredità anche un titolo ai loro successori Scheckter e Raikkonen, piloti di poche parole e piede pesantissimo capitati al momento giusto. Tutti gli altri, con vittime illustri come Prost e Alonso, sono stati disarcionati dal Cavallino. Quando vinci è merito della macchina, quando perdi è colpa tua: come diceva il Drake, “il pilota è un accessorio”. E non provare a fare l’eroe, che non sei mica Gilles Villeneuve! Gilles, l’esempio di come la politica sia fondamentale in Ferrari: si era conquistato l’affetto delle folle e la Rossa viaggiava forte in quel 1982, ma è stato pugnalato alle spalle da Pironi senza che nemmeno Enzo Ferrari lo difendesse pubblicamente. Ecco cosa deve riuscire a conciliare un pilota Ferrari: consenso di tifosi e stampa, armonia nello sviluppo della monoposto e appoggio politico all’interno della Scuderia. Dopodiché, ci sono gli altri diciotto assatanati che vogliono mettersi dietro una Rossa a tutti i costi e in genere corrono senza le pressioni di cui sopra. Quando sento dire che Vettel non regge la pressione come Hamilton mi viene un po’ da ridere, perchè il buon Lewis non ha neanche lontanamente idea di che cosa sia la pressione! Il che non rappresenta una scusa, dato che, come vi dicevo, se così non fosse i mondiali in Ferrari sarebbero come tutti gli altri. E non era proprio questo che voleva Seb, un biglietto per l’immortalità motoristica? Il biglietto c’è, ora deve prendere al volo quel treno Mondiale. Vettel sta perdendo sempre più consensi fra il pubblico e l’appoggio politico interno, ma per questi tre mesi ha ancora una freccia nella sua faretra: la Rossa va forte almeno quanto la Mercedes. Non è la schiacciasassi in mano ad un incompetente che vogliono farci credere, però può giocarsela con le Frecce d’Argento su tutte le piste. Forse il fatto di non avere più nulla da perdere e una macchina all’altezza fra le mani, libererà Seb da tutte le pressioni aiutandolo a rimettere in piedi un Mondiale che sembra stregato. Oppure, senza più alcun sostegno, il tedesco verrà disarcionato ad un passo dal coronare il sogno di una vita. Se potessi parlare con Seb gli darei un semplice consiglio per i prossimi tre mesi: continua così. Continua a buttarla dentro ogni spiraglio, continua a cercare grip dove non ce n’è e a staccare quando è ormai troppo tardi. Continua a correre con il cuore e con le palle – passatemi il termine – più che con la testa, perché se ti metti ad ascoltare tutto quello che c’è dentro adesso rischi di impazzire dentro il casco. Non farci caso se ti dicono che non sei come Schumi, che tanto nessuno è come Schumi; pensa che nemmeno Schumi era come Schumi prima di portarci quei cinque Mondiali, e nonostante tutto ancora oggi c’è gente a piede libero che si lamenta del suo italiano e del succo di mele con le tagliatelle. Continua a spingere senza compromessi e abbi fede che le cose comincino a girare per il verso giusto, è l’unica cosa che puoi fare: non sarai una di quelle superstar infallibili con il casco giallo guidate da Dio, ma hai una Rossa sotto al sedere che può portarci tutti in Paradiso!

P.S. Con le tagliatelle bevi il Lambrusco. Dillo anche a Charles.

Cosimo Sarti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: