Pagelle di fine stagione: Scuderia Ferrari e piloti

Due settimane precise ai test invernali, due scuderie ancora da valutare, in relazione ovviamente alla stagione conclusasi tre mesi fa. Siamo in perfetto orario. Il viaggio di Andrea Matteotti infatti, che oggi ci consegna le pagelle della Scuderia Ferrari, di Sebastian Vettel e di Kimi Raikkonen, è quasi giunto al termine.

Siamo giunti forse all’articolo più atteso. Si tratta del nono e penultimo capitolo di un’analisi che si chiuderà giovedì prossimo. Perché il più atteso? Perché sul banco degli imputati c’è la Ferrari. 

Scuderia Ferrari, voto 8:

Perché dai, va bene che ha perso entrambi i titoli, ma la SF71-H, almeno nella prima parte di stagione, era superiore alla granitica Mercedes W09. Hanno purtroppo pesato gli errori relativi allo sviluppo tecnico (e gli errori di Seb, del quale parlerò successivamente) nelle trasferte asiatiche e quando sono (giustamente) tornati indietro era ormai troppo tardi. Rimane una stagione in cui hanno dato filo da torcere alla scuderia di Brackley (quasi) fino in fondo. Di certo ha pesato anche il clima: la prematura scomparsa di Sergio Marchionne ha generato un vuoto di potere che è si poi tramutato in una confusione generale che di certo non poteva permettere il raggiungimento degli obiettivi prefissati.

Sebastian Vettel, voto 5:

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Purtroppo sì, ho dovuto dargli l’insufficienza. Nella prima parte dell’anno tutto sommato bene, a parte qualche errore grossolano (a Baku poteva vincere se non fosse stato per quell’azzardo alla prima curva), in Francia ha tamponato Bottas e in Austria insieme alla squadra ha preso tre posizioni sulla griglia per aver ostacolato Sainz). Ma da Monza in poi… il vuoto: zero vittorie, tanti testacoda che sembravano aver trasformato Seb in un cosplay dei bey-blade. MALE, MOLTO MALE.

Kimi Raikkonen, voto 8:

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Perché senza sfighe e con qualche motivazione in più si giocava il secondo posto con Vettel. In Bahrein errore al pit stop e in Spagna la rottura del motore gli hanno tolto parecchi punti. Per contro, due pole in Cina e a Baku buttate al vento. Però Kimi c’era, e ha dimostrato ampiamente di esserci, conquistando, da Le Castellet a Budapest, la bellezza di cinque podi consecutivi. Per poi tornare a vincere ad Austin. BENTORNATO ICEMAN. 

Cosa aspettarsi dal 2019?

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Un Vettel incattivito, come forse non lo abbiamo visto mai. Probabilmente è la stagione della verità per Seb, e non deve fallire. Il suo obiettivo minimo è battere, e di molto, la giovane stella Charles Leclerc. E se la macchina è a livello della Mercedes deve necessariamente vincere il titolo. Altrimenti la sua carriera potrebbe prendere una brutta piega. È strano parlare così di un quattro volte campione del mondo ancora trentunenne, ma purtroppo è così: è obbligato a vincere. E Leclerc? Charles ha tempo: deve imparare da un campione come Vettel e allo stesso tempo provare a dargli fastidio. Lui però a differenza di Sebastian se gli arriva dietro non è un problema, mentre se accade a posizioni inverse… Seb potrebbe compiere la stessa mossa di fine 2014: cambiare aria, anche se il suo contratto scade nel 2020. Staremo a vedere. Si prospetta un’annata molto calda per la Scuderia di Maranello.

– Andrea Matteotti

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