La normalità di chi normale non è

Lo capisci da come si comporta, che c’è qualcosa di dannatamente speciale in lui. Lo capisci da come reagisce una volta scoperto di essere diventato il più giovane poleman della storia della Scuderia Ferrari. Queste sono cose che vanno nei libri di storia signore e signori. Eppure lui non si scompone, in radio. Nessun urlo liberatorio, un semplice “good job guys, grazie a tutti”. Come dire “bene così ma i punti li devo fare domani”. Nessun esultanza clamorosa nemmeno dopo essere sceso dalla macchina. Come se tutto fosse normale. Ma quando rifili tre decimi a un quattro volte campione del mondo e quasi quattro a un cinque volte campione del mondo beh, significa che tu, caro giovanotto, tanto normale non sei. L’articolo del nostro fondatore Alessandro Morini Gallarati, che non ha mai nascosto di essere uno dei più grandi tifosi del monegasco ormai da tempo immemore.

Ci si aspettava una risposta di un certo livello da parte della Ferrari. Perché quello a cui tutti abbiamo assistito in Australia era uno spettacolo troppo brutto per essere vero. Le due SF90, a Sakhir, hanno divorato prime, seconde e terze libere con una facilità quasi irrisoria. Chi però di F1 capisce qualcosina, sapeva benissimo che in qualifica la storia sarebbe stata parecchio diversa. Nel Q1 e nel Q2, tuttavia, il copione è lo stesso. Che succede? Ci sono realmente otto decimi tra le Ferrari (che a Melbourne si erano prese un minuto) e le Mercedes (devastanti in Australia)? Ma che mondo è? Ovviamente un mondo leggermente distorto. Nel Q3 i manettini si spostano di due levette, Lewis Hamilton e Valtteri Bottas nel taschino avevano naturalmente qualcosa. Un qualcosa, che però, non basta. Alla fine i distacchi sono dimezzati. Lewis chiude a tre decimi dalla vetta, Valtteri a quattro. Seconda fila. A Milano diciamo “ciapa e porta ca”. Va bene così. Ma lì davanti? E qui viene il bello. Perché in pole non si è piazzato un quattro volte campione del mondo, che conosce questo circuito a memoria, che qui ha fatto ricco bottino di trofei negli ultimi anni.

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No. Perché Sebastian Vettel ha chiuso sì al secondo posto, portandosi a casa un’importante prima fila (considerando anche l’unico tentativo a disposizione), a tre decimi da un giovanotto classe 1997.

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Sì, avete letto bene. A prendersi la pole position è stato Charles Leclerc, che entra così di diritto negli annali, scrivendo una pagina indelebile nella storia di questo sport. Charles è infatti ufficialmente il più giovane poleman della storia della Scuderia Ferrari. I brividi sono conseguenza naturale di questa frase ad effetto. Non stiamo parlando della Catheram, con tutto il rispetto per la piccola casa automobilistica inglese: stiamo parlando del team più vincente della storia della F1. E quanto ci ha messo Charles (che oggi ha fatto suo Q1, Q2, Q3 e record della pista) a prendersi tutto questo? Due qualifiche. Due settimane. Il monegasco si comporta però già come un veterano. Dentro vorrebbe esplodere probabilmente, ma non lo fa. Mantiene una calma che fa riflettere. Ragazzo, sei appena entrato nella storia di questo sport e ti limiti a un semplice “grazie a tutti” in radio senza nemmeno darti alla pazza gioia una volta sceso dalla macchina?

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Hai ventuno anni, guidi una SF90, hai una tuta rossa e hai rifilato tre decimi al tuo compagno (quattro titoli mondiali) è quasi quattro a Lewis Hamilton, cinque volte campione del mondo. Spiegaci come fai Charles. Come fai? Semplicemente, sei avanti. Come detto in conferenza stampa, la pole position non porta punti e nemmeno il record della pista. Testa già a domani, dunque. Si parte davanti e l’obiettivo è quello di restarci. Non sarà facile. Ma vedrete che Charles, del quale il sottoscritto è un accanito tifoso da tempo immemore, farà di tutto per confermarsi al primo posto. È nella sua natura. La natura di un vincente, di un predestinato. Che lassù forse ha anche un angioletto in più. Jules oggi ha dato un party in paradiso e conta di riorganizzarne un altro anche domani.

– Alessandro Morini Gallarati (fondatore e caporedattore)

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