Provaci ancora Seb

Una pressione senza eguali dietro la crisi di un quattro campione del mondo incredibilmente sempre in discussione. Ma Seb va sostenuto, ora più che mai. Lui sa come rialzarsi. E lo può fare. L’articolo del nostro Pierluigi Puca

Stasera mi tocca il compito più arduo, ma ci provo lo stesso perché si tratta di scrivere qualcosa in cui credo fermamente.  Ragazzi cari, parliamoci caro. Questo ragazzo lotta da cinque anni per soddisfare le immense aspettative dei tifosi rossi, aspettative che non hanno eguali in nessuna scuderia al mondo. Gli stessi cinque anni che servirono a Michael per attraversare il deserto, dopo moltissimi errori e sbavature. Questo ragazzo ha il peso di correre per uno dei marchi più leggendari al mondo, dove ogni vittoria e ogni sconfitta hanno il triplo del peso. E lo sta facendo contro dei rivali che sono la squadra più forte mai esistita in F1, senza appello. Rivali che non sbagliano mai e che non hanno nessuna pressione, perché hanno già vinto e rivinto tutto e perché sanno che il loro ciclo prima o poi dovrà finire, perché tutto finisce. Ma soprattutto dei rivali che hanno sempre messo sul campo le vetture più forti (si può discutere sulla vettura 2018, ma a chi pensa che nel 2017 la Ferrari avesse l’auto più forte consigliamo vivamente di concentrarsi su altri sport, le annate 2015 e 2016 non le nominiamo nemmeno). In queste condizioni devi sempre dare il tuo 110%, per colmare con le tue capacità un gap che nasce fuori dalla pista. E nel farlo il tuo margine di errore si riduce a un lumicino, costringendoti inesorabilmente all’errore.

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Seb ha sbagliato, e tanto negli ultimi due/tre anni, ma lo ha sempre fatto tentando un’impresa ai limiti dell’impossibile, e senza mai dire una parola fuori posto sull’operato della squadra, lavorando ogni giorno con dedizione alla causa, e questo gli va riconosciuto. Così come gli vanno riconosciuti un manico e un piglio, forse assopiti ma sempre di gran caratura, perché quattro mondiali non li vinci se sei un Don Abbondio qualsiasi. Non ho la prosopopea di convincere alcun chi, chi crede che il tedesco non sia l’uomo giusto per questa Ferrari continuerà a farlo. Ma ho scritto queste poche righe per dire che io, così come pochi altri, in questo momento così delicato e complicato, credo più che mai in questo ragazzo, il cui talento e fame di vittoria avevamo tanto invidiato prima e osannato poi, salvo poi ricrederci ora che le cose non vanno come sperato. Quel ragazzo che tanto ci ricordava Schumi per la sua guida, la sua nazionalità, il suo modo di fare, è ancora lì e sta ancora lavorando, con dedizione e umiltà, contro tutto e tutti, per regalarci un sogno. Quando questo avverrà e tu diverrai definitivamente una leggenda, saremo fieri di non dover salire sul carro del vincitore, perché noi, caro Seb, al tuo fianco ci siamo sempre stati e ci saremo sempre. Tu devi solo crederci. Per davvero. 

– Pierluigi Puca (redattore)

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