Up, middle and down

Torna in scena la rubrica “up, middle and down” del nostro Alberto Tosoni. Questa volta dedicata, ovviamente, al GP del Bahrain. 

Sakhir ha ormai espresso i suoi verdetti: tra prestazioni positive, negative e problemi di affidabilità, spiccano anche sorpassi capolavoro. Tra gli #up finisce per questo motivo Lando Norris. Ma che cosa ha fatto? All’esterno, sul cordolo. Pazzesco. Ma torniamo alle scuderie: sì, negli #up inseriamo anche la McLaren-Renault nella sua totalità. A quanto pare, la presenza di  Fernando Alonso nei box porta bene agli uomini di Woking. Per tutto il week-end, infatti, la gloriosa casa inglese è  parsa in grande spolvero sia appunto con Lando Norris (sesto al traguardo) sia con Carlos Sainz che riesce ad entrare in Q3 (come il proprio teammate) e si rende protagonista di un’ottima gara fino al ritiro, avvenuto per noie tecniche, al cinquantatreesimo giro. Speriamo non sia un fuoco di paglia per la McLaren, ma  un vero e proprio incendio di prestazioni. Annovera un’altra presenza tra gli #up (la seconda dopo quella dei test) del secondo GP stagionale, l’Alfa Romeo Racing. La C38, infatti, ha confermato, nonostante alcune difficoltà, le aspettative che si erano create su di essa cogliendo un ottimo settimo posto con Kimi Raikkonen ed issandosi conseguentemente al quarto posto nel campionato costruttori. Un fine settimana veramente buono per la scuderia del Biscione che è risultata molto competitiva con Iceman, mentre ha deluso ancora, invece, il nostro Antonio Giovinazzi, dapprima eliminato in Q1 e protagonista poi di una gara abbastanza sterile dove rimonta sì fino all’undicesima piazza ma compiendo un solo sorpasso (con contatto annesso) sul russo della Toro Rosso Daniil Kvyat. Speriamo che il nostro portabandiera riesca a trovare il giusto feeling con la sua C38, monoposto che può dare anche a lui delle belle soddisfazioni. 

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Presenza nei #middle per la Red Bull Racing. La scuderia austriaca si è dimostrata ampiamente la terza forza in campo  per tutto il week-end non riuscendo mai a competere seriamente con  Mercedes e Ferrari. Su un circuito in cui il motore  è fondamentale, il propulsore Honda montato sulle due RB15 ha dimostrato i suoi limiti, nascosti abilmente a Melbourne.  Buon fine settimana per Max Verstappen che sfiora il podio (anche se c’è da dire che lo stava raggiungendo grazie al problema occorso a Leclerc), non pervenuto (ancora) Gasly. Peccato perché l’anno scorso colse un clamoroso quarto posto su Toro Rosso.

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Nei #middle anche la Mercedes. Se il risultato finale sarebbe da #up assoluto, non si può dire lo stesso per il week-end nel complessivo: mai veramente in grado di giocarsela con le Ferrari, colgono una clamorosa doppietta grazie ad un errore di Sebastian Vettel ed ai problemi di Charles Leclerc. Ovviamente ce li si aspetta super competitivi in Cina. Seconda comparsa consecutiva nei #down per la Scuderia Ferrari. Tutto meravigliosamente bene fino al quarantaseiesimo giro. In quel momento si consuma il dramma sportivo. Leclerc è costretto a rallentare. Fin lì, aveva dominato il venerdì, il sabato e la domenica.

2019 Bahrain Grand Prix, Sunday - Wolfgang Wilhelm

Delude molto anche Sebastian Vettel che non ha mai avuto il ritmo del compagno di squadra e che poi, durante il duello con Hamilton, si è nuovamente girato causando vibrazioni tali che l’ala anteriore è letteralmente esplosa. Come, saggiamente, ha detto Roberto Chinchero durante la diretta televisiva, “la Ferrari non si è dimostrata all’altezza di Leclerc e Vettel non si è dimostrato all’altezza della Ferrari”. La stagione è ancora lunga ma bisogna darsi una svegliata. Menzione tra i #down anche per la Renault F1: maledetta affidabilità. C’è da lavorare sodo.

– Alberto Tosoni (redattore)

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