GP di Cina: le pagelle

Gara numero mille della storia, ma di certo le gare “da mille e una notte” sono altre. In Cina trionfano Lewis Hamilton, la noia, i team radio e le strategie incomprensibili. Il pagellone di Andrea Matteotti. 

Lewis Hamilton, voto 9.5: pole mancata per appena ventitré millesimi, partenza a fionda e gestione perfetta. Seconda vittoria di fila, sesta vittoria in Cina e leadership del mondiale conquistata. FEROCE.

Valtteri Bottas, voto 8.5: mezzo voto in più per la pole, in partenza si fa fulminare da Hamilton e poi completa la doppietta Mercedes. SOLIDO.

Sebastian Vettel, voto 7: arriva la prima sufficienza anche per Sebastian, al primo podio stagionale. Voglio premiarlo perché, nonostante abbia beneficiato di un team radio e di una strategia che ha penalizzato il suo compagno di squadra, ha corso bene. PUNTO DI PARTENZA.

Max Verstappen, voto 7: è sempre lì. Cascasse il mondo, lui non molla un millimetro. Purtroppo la macchina non è super, ma lui sì. COSTANTISSIMO.

Charles Leclerc, voto 6.5: mezzo voto in più per la bella ed intelligente partenza. Il resto è un team radio inspiegabile, accompagnato da una strategia più che discutibile. VITTIMA SACRIFICATA.

Pierre Gasly, voto 6: minimo indispensabile. Più di un minuto da Verstappen, ma almeno conquista il giro veloce. FORMICHINA.

Daniel Ricciardo, voto 7: dopo due gare no, finalmente dimostra il suo talento, battendo Hulkenberg e conquistando il miglior risultato possibile. BRAVO.

Sergio Perez, voto 7: dopo la brutta gara di Sakhir si riscatta con un’ottima gara. Si dimostra ancora una volta solido. CONCRETO.

Kimi Raikkonen, voto 6.5: terza gara a punti consecutiva, altro GP positivo. UNA CERTEZZA.

Alexander Albon, voto 7: parte dalla pit lane e arriva a punti. Io non ho più parole per questo ragazzo. DALLA THAILANDIA CON FURORE.

Romain Grosjean, voto 6: la sufficienza è di spinta per la prima gara completata di stagione. AVANTI COSÌ.

Kevin Magnussen, voto 5.5: mezzo voto per la qualifica e per la strategia negativa, ma ancora la Haas non c’è. Lui fa quello che può ma la macchina non lo aiuta. LOTTATORE.

Lance Stroll, voto 5: perché ancora una volta le prende sonoramente da Perez. La buona gara di Melbourne è un ricordo lontano. BASTONATO.

Antonio Giovinazzi, voto 6: la sufficienza è ancora una volta data come segno di incoraggiamento. E il suo è anche un week-end sfortunato a causa dei soliti problemi di affidabilità. La posizione non è esaltante, ma almeno oggi non è stato una chicane mobile. TIMIDO RISVEGLIO.

Carlos Sainz, SV: stesso discorso fatto per Norris, purtroppo è sfortunato. La Dea bendata lo abbandona per la terza volta consecutiva. PAPERINO.

George Russell, voto 6: almeno batte il suo compagno, per il resto la cavalcata solitaria è la solita. TRISTE.

Lando Norris, voto SV: la sua gara finisce dopo poche curve per uno sfortunato contatto con Daniil Kvyat. CHE IELLA.

Robert Kubica, voto SV: serve dire qualcosa? Williams imbarazzante. AL TIMONE DI UNA ZATTERA SENZA META.

Daniil Kvyat, voto 5: l’errore in partenza rovina la gara a lui e alle McLaren, fa la fine della salsiccia nel panino, si prende una penalità e si ritira. PEGGIO DI COSI’.

Nico Hulkenberg, voto 5: la sua gara non è particolarmente negativa, ma Ricciardo questa volta è più veloce per tutto il week-end. Infine, l’ennesimo ritiro. RIALZATI NICO.

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