Williams, cronaca di un disastro annunciato

Qualche riflessione sul caso Williams del nostro Giovanni Molino. In questi giorni si fa a gara a chi riesce meglio a catechizzare Claire Williams, ma ci si chiede poco, probabilmente, se non si debba scavare un po’ più a fondo per capire le ragioni di un disastro, che se riferito alla gloria della scuderia inglese, assume connotati epici.

Sommando le dichiarazioni di Claire e quelle di Kubica (che dopo tre gare ha riferito di non riuscire a tenere il passo gara del compagno di squadra) il quadro è piuttosto complesso ma chiaro. Da una parte una manager addirittura ottimista che crede nel ritorno ai fasti passati, anche se in un periodo medio lungo e che certamente guarda al futuro con positività, parlando del ritorno di Patrick Head e lodando il lavoro in fabbrica che a fronte di seicento dipendenti sforna buona parte della componentistica mentre dall’altra un pilota, esperto, certamente non stupido, che invece ammette (nuovamente) di non poter spesso disporre di ricambi e di sentirsi semplicemente il passeggero di una vettura inguidabile alla quale potrebbe persino invertire gli pneumatici: il povero Robert è stato anche onesto con se stesso, dichiarando alla stampa, pochi giorni fa, di non riuscire a tenere il passo gara del compagno di squadra, il giovane e talentuoso George Russell. Il motivo? Totale mancanza di grip!

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A mio avviso la Williams (Claire) ha tentato il colpo di coda per non precipitare ancor più in basso perdendo sponsor nell’immediato, ma chiaramente la situazione è tragica. Impossibilità di esternalizzare tramutata in vanto per la costruzione in proprio dei pezzi, che però evidentemente non sono di qualità e nemmeno abbastanza di numero. Mancanza di ingegneri di livello mascherata con il ritorno di manager del passato, che certamente porterà organizzazione ma difficilmente “un aerodinamica efficiente”, estremizzando il concetto.

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Tuttavia, e con questo torno alla premessa, sicuri che Claire Williams sia la causa di tutto? Sicuri che il suo allontanamento risolverebbe i problemi? Personalmente vedo problemi molto più complessi che l’inadeguatezza del manager. Problemi collegati più che altro alla mancanza di fondi, causata si dalla sfiducia dovuta ai fallimenti di questa gestione che ha le sue colpe, ma anche alla struttura stessa dell’azienda inglese che si basa quasi del tutto sulla F1 e senza la quale praticamente non esisterebbe. Soluzioni? Non so, forse una fusione. Ma le cose si fanno in due: ed oggi Williams cosa offre al partner? Il nome e qualche sponsor, al massimo. Penserei ad un binomia Porsche-Williams ma parliamo di fantaformulauno per una serie di ragioni che qui non ha senso esporre. Magari si potrebbe parlare di una vendita, ma dopo la fuga di Stroll probabilmente per attrarre qualcuno… servirebbe una svendita. Questa rimane l’opinione di un appassionato, non certo il nuovo Marchionne: la speranza di tutti noi è  ovviamente quella che un nome tanto glorioso non sparisca dalla griglia e riesca a risorgere dalle sue ceneri.

– Giovanni Molino (redattore)

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