GP d’Austria: le pagelle

Con un ritardo degno di una monoposto di casa Williams (abbiamo avuto qualche problematica tecnica con il sito web), ecco le pagelle del GP D’Austria. Buona lettura!

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Max Verstappen, voto 10: botto in FP3 il sabato mattina, partenza disastrosa la domenica pomeriggio. Ciò che fa successivamente però, entrerà nella storia. Dieci era l’unico voto possibile. Rimonta sensazionale, da re. RE LEONE.

Charles Leclerc, voto 9.5: domina tutto il week-end, cede lo scettro a tre giri dalla fine. L’appuntamento con la vittoria è solo rimandato. AFFRANTO.

Valtteri Bottas, voto 7: rimane davanti al compagno di squadra e si piazza sul podio, Non brilla, ma rosicchia qualche punto in classifica al compagno. CHI SI ACCONTENTA GODE.

Sebastian Vettel, voto 8: in qualifica viene perseguitato dalla malasorte, in gara dalla strategia Ferrari, ma nonostante tutto non molla e si toglie lo sfizio di superare il rivale Hamilton. SAMURAI.

Lewis Hamilton, voto 5: irriconoscibile per tutto il week-end. Blocca Raikkonen in qualifica e si prende penalità, in gara naviga troppo sui cordoli ed è costretto ad un lungo pit stop. BATTUTA D’ARRESTO.

Lando Norris, voto 8: non teme nulla e nessuno, in partenza si porta addirittura in terza posizione davanti ad Hamilton, che impiega però poco tempo a riprendersela. Il resto è emozione pura, lotta sempre con il coltello tra i denti. ASTRO NASCENTE.

Pierre Gasly, voto 4: ha sotto il sedere la stessa macchina del vincitore, eppure viene persino doppiato; non è facile sopportare la pressione, ma da un pilota Red Bull si pretende per forza di più. ANNICHILITO.

Carlos Sainz, voto 8.5: vederlo tagliare il traguardo in questa posizione è bello, se si pensa che è partito diciannovesimo. Da standing ovation, anche se non viene mai inquadrato. GRANDIOSO.

Kimi Raikkonen, voto 7: nei suoi primi giri sembrava il Kimi del 2007, poi perde posizioni e viene passato dalle due McLaren, ma porta a casa comunque un gran risultato. KIMI C’É.

Antonio Giovinazzi, voto 8: si riprende ciò che gli era stato tolto settimana scorsa da una strategia abominevole ed arriva a punti. TUTTI PAZZI PER GIOVINAZZI.

Sergio Perez, voto 6.5: la Racing Point non c’è ma il messicano non si dà per vinto: recupera posizioni in gara, batte ancora il compagno e si posiziona appena fuori dalla zona punti. CONSISTENTE.
Daniel Ricciardo, voto 6: week-end da dimenticare per la Renault, soprattutto guardando le McLaren, ma l’australiano mantiene almeno la posizione guadagnata in qualifica. COSÌ COSÌ.

Nico Hulkenberg, voto 5: in gara guadagna posizioni ma rimane dietro al compagno di scuderia. SCONFITTO.

Lance Stroll, voto 5: dopo l’exploit del Canada non ha più brillato, soprattutto in questo week-end. RIMANDATO.

Alex Albon, voto 7: la Toro Rosso soffre terribilmente nella centrifuga del Red Bull Ring, ma il giovane indonesiano tiene giù la gobba e si piazza davanti al compagno e si dà da fare. ARREMBANTE.
Romain Grosjean, voto 5: arriva di poco davanti al suo compagno, senza però aver patito tutte le grane del danese: davvero non ci siamo. IN CADUTA LIBERA.
Daniil Kvyat, voto 6: perde lo scontro con Albon ma, con una macchina così, non si poteva far meglio. BENE MA NON BENISSIMO.

George Russel, voto 7: parte diciottesimo e mantiene la posizione, si tiene dietro il compagno e addirittura una Haas, con una Williams! AVESSE UNA MACCHINA MIGLIORE...

Kevin Magnussen, voto 7: ha fatto il giro della vita in qualifica, prendendosi la quinta casella, peccato per la sostituzione del cambio ed un drive through forse troppo duro. ACCANIMENTO GIUDIZIARIO.

Robert Kubica, voto 5: la macchina è quella che è, però non regge il confronto con il giovanotto che si trova in squadra. BASTONATO.

L’affondamento della W09

Dopo un primo giro rocambolesco, ci eravamo tutti preparati psicologicamente ad una gara dai mille sbadigli. Siamo sinceri: avremmo tutti scommesso su una facile doppietta Mercedes, che avrebbe indirizzato in maniera decisa sia il mondiale piloti che quello costruttori. Invece no: quando Valtteri Bottas accosta, ci si rende conto che la corazzata che da quattro anni schiaccia prepotentemente la concorrenza, non è invincibile. Ha delle falle. La W09, come l’inaffondabile, sontuoso e mastodontico Titanic, cede sotto i colpi di un iceberg chiamato in questo caso affidabilità, che fa sprofondare negli abissi a poche tornate dal termine anche Lewis Hamilton. E ora può cambiare tutto.

In Austria abbiamo assistito ad una gara che passerà agli annali. E chi l’avrebbe detto. Dopo appena un giro il verdetto appariva scritto: doppietta Mercedes. Lewis Hamilton era infatti pronto a dominare in lungo e in largo, protetto dal fido scudiero Valtteri Bottas, che aveva vanificato la pole position di ieri in partenza. Se si pensa poi che al termine della prima tornata Kimi Raikkonen si trovava in quarta posizione e Sebastian Vettel addirittura in ottava, non era un’eresia, considerando la forza Mercedes sia in termini di performance che in termini di affidabilità, pensare ad un mondiale già finito.  La Ferrari sembrava dunque spacciata, schiacciata dalla pressione, dagli errori e dalle penalità. Invece no, non è andata così: e non c’entrano fortuna e sfortuna. Quando Valtteri Bottas accosta, ci si rende conto che la corazzata che da quattro anni schiaccia prepotentemente la concorrenza, non è invincibile. Ha delle falle. La W09, come l’inaffondabile, sontuoso e mastodontico Titanic, cede sotto i colpi di un iceberg chiamato in questo caso affidabilità, che fa sprofondare negli abissi ad otto giri dal termine anche Lewis Hamilton. 

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Nel mentre le due Ferrari, come d’incanto, ritrovano le performance ed incanalano giri veloci su giri veloci e si portano a casa la bellezza di trentatré punti, riprendendosi la testa della classifica piloti (Sebastian Vettel ha ora un punto di vantaggio sul rivale inglese) e di quella costruttori (dieci sono i punti su Mercedes). Dalle stalle alle stelle. Un sogno? No, realtà.

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In Mercedes hanno forzato la mano, forse anche con un pizzico di arroganza, con l’obiettivo di annichilire la Scuderia di Maranello, e hanno pagato un prezzo altissimo. A Silverstone, a casa di Lewis Hamilton, i tedeschi (reduci dalla disfatta mondiale anche nei campi da calcio) sono chiamati al riscatto. Dovranno però essere umili, perchè le penalità incombono. Saranno però soprattutto costretti ad inseguire, facendo attenzione anche alle due Red Bull, che hanno dimostrato di essere ancora una volta sul pezzo. Oggi Max Verstappen ha vinto meritatamente. E chi avrebbe detto tutto questo dopo il primo giro. Signore e signori, forse il vento è davvero cambiato.