GP di Gran Bretagna: le pagelle

Come da tradizione, le pagelle del GP di Gran Bretagna, firmate dal nostro sempre presente Andrea Matteotti.

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Lewis Hamilton, voto 10: glielo devo dare, nonostante la mancata pole (per soli sei millesimi), perché aveva il fuoco dentro. Non voleva vincere, voleva stravincere. A casa sua. Lo ha fatto ed è vero, è stato fortunato con la SC, ma il giro veloce all’ultimo passaggio con gomme dure usurate è testimonianza diretta di un dominio inscalfibile. OTTANTA VOLTE LEWIS.
Valtteri Bottas, voto 9: fa una pole position incredibile, facendo imbestialire il compagno, al quale risponde colpo su colpo anche in pista. Perde la prima posizione per una strategia un po’ frettolosa, però la sensazione è che non disponesse del ritmo del compagno. (AB)BATTUTO.
Charles Leclerc, voto 9.5: autore dell’ennesimo week-end da incorniciare, demolisce ancora il compagno in qualifica. Non solo: in gara regala spettacolo difendendosi con le unghie da Verstappen e rendendosi autore di un sorpasso pazzesco su Gasly. Purtroppo è vittima ancora una volta di una strategia inspiegabile, ma per sua fortuna il fato gli consegna un podio più che meritato. EMOZIONE PURA QUESTO RAGAZZO

Pierre Gasly, voto 8.5: finalmente abbiamo rivisto un pilota degno di tale nome. Davanti a Vettel in qualifica e per la prima volta, grazie al tedesco, finisce anche davanti al compagno di squadra. RIGENERATO.

Max Verstappen, voto 9.0: combatte duramente con Leclerc, poi viene speronato da Vettel e finisce addirittura dietro al compagno. Peccato, perchè poteva addirittura concludere al secondo posto. NOTEVOLE.

Carlos Sainz, voto 7.5: mezzo voto in meno per la qualifica. In gara scatta benissimo, gestisce bene le gomme ed è, ancora una volta, il primo degli altri. ANIMALE DA GARA.

Daniel Ricciardo, voto 7: nettamente davanti al compagno, lotta con Sainz senza però riuscire a passarlo. ARREMBANTE.

Kimi Raikkonen, voto 7: zitto zitto, mai inquadrato, arriva nuovamente a punti. SOLIDO.

Daniil Kvyat, voto 6.5: in qualifica le prende da Albon, ma beneficia della SC e conclude nono. Come ha affermato lui in un team radio al traguardo… GARA DELLA MADONNA.

Nico Hulkenberg, voto 6: bastonato ancora sonoramente da Ricciardo, speronato da Perez e alla fine anche con problemi tecnici. Nonostante ciò arriva a prendersi un punto. PAPERINO.

Lando Norris, voto 6: gara non all’altezza della qualifica per l’inglesino,  a causa di una strategia discutibile. IELLATO.

Alexander Albon, voto 7: lui in Q3, il compagno Kvyat fuori in Q1. Alla fine gli arriva dietro per colpa della crudele SC, ma dimostra sempre una solidità impressionante. Purtroppo finisce fuori dai punti. SUPER.

Lance Stroll, voto 6: decima eliminazione su dieci in Q1. In gara come al solito si riscatta e chiude davanti al compagno. COMPITINO.

George Russell, voto 6.5: batte come al solito il compagno. Quello gli viene chiesto, lui esegue. PRESENTE.

Sebastian Vettel, voto 4.5: in qualifica è l’ombra di se stesso. La domenica si riprende, rendendosi autore di una buona prima parte di gara che gli consegna per un attimo il podio. Dopo, però, il patatrac. SPENTO.

Robert Kubica, voto 6.5: con la macchina della quale dispone, riesce a mettersi dietro una Racing Point, anche grazie ad una migliore strategia. BRAVO.

Sergio Perez, voto 5: in partenza è attento, poi esce la SC, intravede la succulenta occasione di passare Hulkenberg e lo sperona, distruggendo l’ala anteriore e la sua gara. ERRORACCIO.

Antonio Giovinazzi, voto 6: batte ancora una volta Raikkonen in qualifica, in gara a causa di un cedimento è costretto al ritiro. SFORTUNATO.

Romain Grosjean, SV: fa infuriare Steiner, costringendo al ritiro il compagno di squadra. NO COMMENT.

Kevin Magnussen, SV: vedi Romain Grosjean. NO COMMENT.

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GP d’Austria: le pagelle

Con un ritardo degno di una monoposto di casa Williams (abbiamo avuto qualche problematica tecnica con il sito web), ecco le pagelle del GP D’Austria. Buona lettura!

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Max Verstappen, voto 10: botto in FP3 il sabato mattina, partenza disastrosa la domenica pomeriggio. Ciò che fa successivamente però, entrerà nella storia. Dieci era l’unico voto possibile. Rimonta sensazionale, da re. RE LEONE.

Charles Leclerc, voto 9.5: domina tutto il week-end, cede lo scettro a tre giri dalla fine. L’appuntamento con la vittoria è solo rimandato. AFFRANTO.

Valtteri Bottas, voto 7: rimane davanti al compagno di squadra e si piazza sul podio, Non brilla, ma rosicchia qualche punto in classifica al compagno. CHI SI ACCONTENTA GODE.

Sebastian Vettel, voto 8: in qualifica viene perseguitato dalla malasorte, in gara dalla strategia Ferrari, ma nonostante tutto non molla e si toglie lo sfizio di superare il rivale Hamilton. SAMURAI.

Lewis Hamilton, voto 5: irriconoscibile per tutto il week-end. Blocca Raikkonen in qualifica e si prende penalità, in gara naviga troppo sui cordoli ed è costretto ad un lungo pit stop. BATTUTA D’ARRESTO.

Lando Norris, voto 8: non teme nulla e nessuno, in partenza si porta addirittura in terza posizione davanti ad Hamilton, che impiega però poco tempo a riprendersela. Il resto è emozione pura, lotta sempre con il coltello tra i denti. ASTRO NASCENTE.

Pierre Gasly, voto 4: ha sotto il sedere la stessa macchina del vincitore, eppure viene persino doppiato; non è facile sopportare la pressione, ma da un pilota Red Bull si pretende per forza di più. ANNICHILITO.

Carlos Sainz, voto 8.5: vederlo tagliare il traguardo in questa posizione è bello, se si pensa che è partito diciannovesimo. Da standing ovation, anche se non viene mai inquadrato. GRANDIOSO.

Kimi Raikkonen, voto 7: nei suoi primi giri sembrava il Kimi del 2007, poi perde posizioni e viene passato dalle due McLaren, ma porta a casa comunque un gran risultato. KIMI C’É.

Antonio Giovinazzi, voto 8: si riprende ciò che gli era stato tolto settimana scorsa da una strategia abominevole ed arriva a punti. TUTTI PAZZI PER GIOVINAZZI.

Sergio Perez, voto 6.5: la Racing Point non c’è ma il messicano non si dà per vinto: recupera posizioni in gara, batte ancora il compagno e si posiziona appena fuori dalla zona punti. CONSISTENTE.
Daniel Ricciardo, voto 6: week-end da dimenticare per la Renault, soprattutto guardando le McLaren, ma l’australiano mantiene almeno la posizione guadagnata in qualifica. COSÌ COSÌ.

Nico Hulkenberg, voto 5: in gara guadagna posizioni ma rimane dietro al compagno di scuderia. SCONFITTO.

Lance Stroll, voto 5: dopo l’exploit del Canada non ha più brillato, soprattutto in questo week-end. RIMANDATO.

Alex Albon, voto 7: la Toro Rosso soffre terribilmente nella centrifuga del Red Bull Ring, ma il giovane indonesiano tiene giù la gobba e si piazza davanti al compagno e si dà da fare. ARREMBANTE.
Romain Grosjean, voto 5: arriva di poco davanti al suo compagno, senza però aver patito tutte le grane del danese: davvero non ci siamo. IN CADUTA LIBERA.
Daniil Kvyat, voto 6: perde lo scontro con Albon ma, con una macchina così, non si poteva far meglio. BENE MA NON BENISSIMO.

George Russel, voto 7: parte diciottesimo e mantiene la posizione, si tiene dietro il compagno e addirittura una Haas, con una Williams! AVESSE UNA MACCHINA MIGLIORE...

Kevin Magnussen, voto 7: ha fatto il giro della vita in qualifica, prendendosi la quinta casella, peccato per la sostituzione del cambio ed un drive through forse troppo duro. ACCANIMENTO GIUDIZIARIO.

Robert Kubica, voto 5: la macchina è quella che è, però non regge il confronto con il giovanotto che si trova in squadra. BASTONATO.

GP di Francia: le pagelle

A Le Castellet a trionfare, purtroppo, è stata soprattutto la noia. Questo non ha impedito al nostro Andrea Matteotti di rimanere sveglio e di lavorare al consueto pagellone, che vi proponiamo ora. Buona lettura!

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Lewis Hamilton, voto 10: week-end semplicemente perfetto. Pole, vittoria e gara in testa dalla prima all’ultima tornata. Solo Vettel, con pneumatici nuovi, riesce (per 24 millesimi) a soffiargli il giro veloce, che Lewis aveva ottenuto con gomme bianche blisterate. GIGANTESCO.

Valtteri Bottas, voto 7.5: si riscatta parzialmente dall’opaca performance in Canada ma le prende ancora sonoramente, per la quarta volta di fila, dal compagno di squadra. In più rischia con Leclerc alla fine. RIDIMENSIONATO.

Charles Leclerc, voto 9: sempre davanti a Vettel, dal venerdì mattina alla domenica sera. Gran week-end del monegasco, che alla fine prova anche a passare Bottas. CRESCE BENE IL RAGAZZO.

Max Verstappen, voto 8: rischia di finire dietro a Norris (li separano appena 9 millesimi) in qualifica, in gara fa comunque il massimo e porta a casa il miglior risultato possibile. Ormai ci ha abituato alla massimizzazione totale. COSTANTE.

Sebastian Vettel, voto 6.5: sufficienza piena solamente per il giro veloce ottenuto in extremis. Sfortunato in qualifica, in gara fa quel che può. SPENTO.

Carlos Sainz, voto 8: in partenza è un fulmine, brucia il compagno ed insidia anche Verstappen. La McLaren MCL-34 fa il resto. BRAVO.

Kimi Raikkonen, voto 7: le sue doti innate relative alla gestione delle gomme si confermano e riscattano una qualifica davvero negativa. Poi esce vincitore, anche grazie alle decisioni della FIA, dal quadriello finale. INFINITO.

Lando Norris, voto 8.5: per appena nove millesimi non centra una seconda fila incredibile. In gara combatte contro gli avversari e i problemi idraulici della sua MCL-34. EROICO.

Nico Hulkenberg, voto 6: il compagno di squadra è più veloce per tutto il week-end, ma la penalità di dieci secondi rifilata a Daniel permette a Nico di arrivargli davanti. CHI SI ACCONTENTA GODE.

Pierre Gasly, voto 4: inizio davvero a chiedermi davvero se Verstappen sia invincibile o se lui sia in palese difficoltà. Sicuramente un mix delle due cose. Arriva a punti per miracolo. INGUARDABILE.

Daniel Ricciardo, voto 6: bene in qualifica, arrembante in gara. Anche troppo per i commissari. BASTONATO.

Sergio Perez, voto 6.5: la sua monoposto ormai naviga costantemente nelle retrovie ma lui, nonostante un’iniziale penalizzazione, la porta vicino a una Red Bull. LOTTATORE.

Lance Stroll, voto 6.5: il leitmotiv della stagione. Lentissimo in qualifica, si riprende in gara. Ultimo a fermarsi, chiude dietro al compagno. IN CRESCITA.

Daniil Kvyat, voto 6: malissimo in qualifica (fuori in Q1). Complice la penalità parte molto indietro ma rimonta bene, passando il compagno negli ultimi giri. INCAZZATO.

Alexander Albon, voto 5.5: la sua STR non è in gran forma in Francia… e si vede. Lui fa il suo battendo il compagno in qualifica, ma in gara si fa sorpassare. ROOKIE DILIGENTE.

Antonio Giovinazzi, voto 6.5: la sua qualifica è superba, poi purtroppo le sue gomme non reggono. La strategia è disastrosa: due soste e mille difficoltà. RITORNO BRUSCO SULLA TERRA.

Kevin Magnussen, voto 4.5: la Haas soffrono terribilmente il Paul Ricard e si vede. DISTRUTTO.

Robert Kubica, voto 6.5: come al solito in qualifica le prende sonoramente da Russell, in gara però si riscatta e mette finalmente il giovane compagno dietro. IL RUGGITO DEL VECCHIO LEONE POLACCO.

George Russell, voto 5.5: prima insufficienza stagionale per il giovane talento che deve confrontarsi con un ottimo Kubica che stavolta lo batte. ABBAGLIATO.

Romain Grosjean, voto 5: conduce una gara nelle retrovie prima di ritirarsi. Più veloce comunque del compagno di squadra. POCO PATRIOTTICO.

 

GP di Spagna: le pagelle

A Barcellona trionfa Lewis Hamilton, che fa centosessanta. Questo è il numero che si ottiene sommando pole position e vittorie dell’inglese, che supera così Michael Schumacher (fermo a quota centocinquantanove). Questa è storia. Il pagellone di Andrea Matteotti. 

Lewis Hamilton, voto 9.5: perché ha reagito da campione ad un sabato difficile. Ottima partenza e passo insostenibile per tutti. E sono centosessanta. Che significa? È un numero probabilmente insignificante, che ad oggi conta poco o nulla, in un campionato dominato da Mercedes. Conta, però, se andiamo a dare un’occhiata i record: e centosessanta è la somma di pole position e vittorie di Lewis Hamilton, che sorpassa così Michael Schumacher, fermo a quota centocinquantanove.

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A Baku si era dovuto arrendere ad un super Valtteri Bottas, che anche questo weekend sembrava dirgli “eh no Lewis, per la storia passa la prossima volta”. L’inglese, però, non era d’accordo e ha tirato fuori una gara da manuale: super partenza, favorita anche dal problema allo start di Bottas, e passo insostenibile per tutti. E l’appuntamento con la storia è servito: Schumacher è battuto, almeno se sommiamo pole e vittorie. Ora restano quindici vittorie e due mondiali per eguagliare e successivamente il tedesco: Hamilton è pronto per riuscirci. ALIENO.

Valtteri Bottas, voto 8.5: il voto è alto per la straordinaria pole. Rifilare sei decimi ad uno come Lewis è tanta roba. In gara però Hamilton lo ha massacrato (e ridimensionato). SABATO DA LEONE, DOMENICA… UN PO’ MENO.

Max Verstappen, voto 8.5: sta letteralmente trascinando la Red Bull Racing motorizzata Honda. MOSTRUOSO.

Sebastian Vettel, voto 7: parte bene, ma non gliene va bene una. Verstappen è troppo veloce. IN CRESCITA.

Charles Leclerc, voto 6.5: finalmente ottiene un team radio a favore, ma cambia poco purtroppo. SECONDA GUIDA.

Pierre Gasly, 6.5: continua a fare un campionato a parte. Lontano dai primi, imprendibile da tutti gli altri. SOLO.

Kevin Magnussen, voto 7: battuto da Grosjean in qualifica, in gara si riprende tutto con gli interessi, mandando al bar il francese. E conclude settimo. CATTIVO.

Carlos Sainz, voto 7: non un fulmine in qualifica ma ottima gara. Si porta a casa quattro punti che fanno morale e classifica. IDOLO DI CASA.

Daniil Kvyat, voto 6.5: buona qualifica e comunque a punti. Batte Albon e passa poi anche Grosjean. Il suo ritorno in F1 finora è più che positivo. SOLIDO.

Romain Grosjean, voto 5.5: termina in zona punti, ma viene asfaltato da Magnussen prima e da Sainz e Kvyat poi. Spesso costretto a tagliare le curve. TRISTE.

Alexander Albon, voto 6: ricordiamo che è comunque un rookie e che comunque il più esperto Daniil Kvyat gli è appena sopra. NOT TOO BAD.

Daniel Ricciardo, voto 6: lui in Q3, il compagno Nico Hulkenberg fuori in Q1. E in gara si dimostra ancora più pimpante. Ci prova sempre, purtroppo però la sua Renault non è un missile. SEMPRE MEGLIO.

Sergio Perez, voto 5.5: in Q2 e davanti a Stroll. Però la gara è negativa. IN DIFFICOLTÀ.

Nico Hulkenberg, voto 4.5: lui fuori in Q1, Ricciardo in Q3. In gara il copione è lo stesso. BASTONATO.

Kimi Raikkonen, voto 5.5: finisce nella ghiaia al primo giro, ma almeno entra in Q3 e comunque batte ancora Antonio Giovinazzi. Male in generale l’Alfa Romeo Racing. DELUSO.

Antonio Giovinazzi, voto 5: male in qualifica, male in gara, a causa anche delle cinque posizioni in griglia per la sostituzione del cambio. ANCORA NEGATIVO.

George Russell, voto 7: partiva con una penalità e ha suonato il compagno sia in qualifica che in gara. Poi, inutile ripeterci, con la macchina che ha non può fare di più. ORGOGLIOSO.

Robert Kubica, voto 5: si prende più di un secondo da Russell in qualifica, gli partiva davanti ma gli finisce ancora dietro. LENTISSIMO.

Lance Stroll, voto 5: non qualificarsi al Q2 ormai è un’abitudine. Poi come al solito in gara si riprende leggermente, ma Perez comunque lo suona ancora. Infine si aggancia con Norris e termina nel suo habitat naturale. A MURO.

Lando Norris, voto 5.5: partenza molto difficile, poi gara anonima fino al botto con Stroll. Ma in qualifica continua a comportarsi bene. SFORTUNATO.

Storie di GP: Spagna 2012

La prima, unica ed ultima sinfonia dell’indimenticabile Pastor Maldonado, al volante di una rediviva Williams. Come cambiano le cose in appena sette anni, eh? Chi dimentica… è complice. Il ricordo di Andrea Matteotti.

È la settimana del GP di Spagna, primo appuntamento europeo del campionato da parecchi anni a questa parte. Uno snodo fondamentale per il proseguo del mondiale, specialmente per quanto concerne il tema sviluppi (motoristici e telaistici). Spesso ci ha regalato gare emozionanti, come la prima vittoria di Michael Schumacher al volante della Ferrari nel 1996 sotto lo storico diluvio. Nel 2013 assistemmo ad una delle partenze più incredibili della storia di questo sport: protagonista Fernando Alonso, che passò all’esterno di curva due sia Kimi Raikkonen che Lewis Hamilton. Oggi però facciamo un salto all’anno precedente. Stiamo parlando del 2012: l’inizio di stagione è entusiasmante: ci furono infatti quattro vincitori diversi nelle prime quattro gare. Bei tempi eh? L’arrivo in Europa, però, lascia tutti un po’ sorpresi e con l’amaro in bocca: in qualifica la McLaren vola e Lewis Hamilton si prende una pole position pazzesca. Il destino del GP sembra già segnato, se non fosse per un piccolo particolare: i meccanici McLaren imbarcano pochissima benzina sulla MP4/27 e l’inglese, virtualmente in pole, è costretto a partire dall’ultima casella della griglia! Quindi la partenza dal palo viene ereditata da un giovanotto venezuelano, campione GP2 nel 2010, in quel momento al volante della Williams: è lui o non è lui? Certo che è lui: Pastor Maldonado. Pastor lotta per ogni tornata con Fernando Alonso, che dopo aver trionfato in Malesia (a Kuala Lampur se l’era giocata con un altro giovane, Sergio Perez, allora alla guida di una rediviva Sauber), ci tiene particolarmente a replicare il successo malese e a mandare in delirio il suo pubblico.

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Il venezuelano però non è affatto d’accordo. Maldonado infatti, grazie a una grande strategia da parte degli uomini della Williams e a una guida che pareva quella di un veterano pluricampione del mondo, mantiene la testa e conquista la prima (ed unica) vittoria in carriera, la prima di un venezuelano in F1 e finora l’ultima della Williams Racing, allora motorizzata Renault.

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Alonso conquistò il secondo posto, davanti a Kimi Raikkonen (al suo ritorno nella massima categoria che aveva abbandonato nel 2009), al volante della Lotus-Renault. Lewis Hamilton giunse ottavo dopo una bella rimonta, mentre Sebastian Vettel fu solo sesto al traguardo. Nelle tre gare successive ci furono altri tre vincitori diversi, il che fu incredibile: mai si erano visti sette vincitori diversi nelle prime sette gare: Button in Australia, Alonso in Malesia, Rosberg in Cina, Vettel in Bahrain, come detto Maldonado in Spagna, Webber a Monaco e Hamilton in Canada. Il 2012 fu probabilmente l’ultimo mondiale davvero combattuto tra più costruttori e si concluse con una gara rocambolesca in Brasile, che vide Vettel laurearsi campione del mondo per la terza volta consecutiva.

GP dell’Azerbaijan: le pagelle

A Baku ci si aspettava una miriade di sorpassi e di incidenti, ci si aspettava un Bernd Mayländer (a bordo della sua AMG GT-R) protagonista. Le aspettative sono però state disattese: gara bella ma non certo bellissima, gomme indecifrabili e, soprattutto, sempre la solita storia… argentata. Le pagelle di Andrea Matteotti.

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Valtteri Bottas, voto 10: pole position fantastica e inizialmente quasi inaspettata, gara superba. Tenere dietro Hamilton non è mai semplice. Valtteri, però, non sbaglia una virgola. PERFETTO.

Lewis Hamilton, voto 9: ottima partenza, purtroppo per lui la prima curva arriva troppo presto e si deve accodare. Forse potrebbe essere un po’ più cattivo, ma preferisce non rischiare. Poi passa tutta la gara negli scarichi di Bottas. L’OMBRA DI VALTTERI.

Sebastian Vettel, voto 8: finalmente conquista un podio meritato con una gara gagliarda. Purtroppo per lui, però, le Mercedes sono troppo veloci. RISVEGLIO DEFINITIVO?

Max Verstappen, voto 7.5: cascasse il mondo lui è lì. Secondo stint con le soft pazzesco, poi la VSC (causata dal ritiro del compagno) gli tarpa le ali ma conclude al quarto posto. Altra ottima prova. NON MOLLA MAI.

Charles Leclerc, voto 6.5: l’errore in qualifica compromette inevitabilmente il voto finale. In gara però è un martello e si toglie anche lo sfizio del giro veloce. DALLA NOTTE AL GIORNO.

Sergio Perez, voto 7.5: coglie il massimo sia in qualifica che in gara e si porta a casa otto preziosissimi punti che pesano tantissimo. MAESTOSO.

Carlos Sainz, voto 7.5: fuori in Q2, in gara cambia marcia e batte Norris. Torna capitano e conquista i primi punti stagionali. BRAVO.

Lando Norris, voto 7: continua a fare benissimo con una macchina davvero rigenerata. Miglior rookie dell’anno fin qui. MATURO.

Lance Stroll, voto 6.5: in qualifica è lentissimo, in gara è un altro pilota. Davvero inspiegabile. RIGENERATO.

Kimi Raikkonen, voto 7: penalizzato e costretto a partire dalla pit lane, ma nessun dramma. Lui c’è sempre e termina ancora una volta in zona punti. ETERNO.

Alexander Albon, voto 6: nelle libere fa fuoco e fiamme, poi alla lunga si affievolisce. Arriva a ridosso della zona punti. PALLONCINO SGONFIATO.

Antonio Giovinazzi, voto 6.5: la qualifica è certamente di livello, purtroppo la sua gara meno (maledetta centralina) ma nella pista che gli ha regalato una doppietta in GP2 dimostra di esserci. POSITIVO.

Kevin Magnussen, voto 5.5: con questa Haas sembra davvero difficile combinare qualcosa. Lui, però, sta sempre davanti a Grosjean. LOTTATORE.

Nico Hulkenberg, voto 5: la Renault è irriconoscibile, e lui anche. Viene battuto ancora in qualifica da Ricciardo. TRISTE.

George Russell, voto 6: ancora una volta sufficiente, dal momento che batte il compagno di squadra. Per il resto, non per causa sua, poco da dire. DELUSO.

Robert Kubica, voto 5: questa volta si becca l’insufficienza, sia per il botto in qualifica che per il drive through in gara. WEEKEND SOTTOTONO.

Pierre Gasly, voto 6: la sua gara è finalmente da pilota Red Bull, ma l’errore che lo costringe a partire dalla pit lane è gravissimo. Alla fine è sfortunato ed è costretto a parcheggiare nella via di fuga. PROVACI ANCORA PIERRE.

Romain Grosjean, voto 4.5: il mezzo voto in meno è per l’ennesimo errore in quel di Baku (e anche questa volta Marcus Ericsson non c’entra nulla). Deve svegliarsi, è irriconoscibile. CANE BASTONATO.

Daniil Kvyat, voto 6: ottima qualifica, poi le sue gomme si degradano troppo velocemente e conclude con un ritiro una gara davvero sfortunata. IELLATO.

Daniel Ricciardo, voto 5: batte Hulkenberg in qualifica, ma in gara ne combina di tutti i colori. Sbaglia la staccata su Kvyat e non soddisfatto lo tampona in retromarcia. COSI’ NON VA.

Storie di GP: Azerbaijan 2016

Hammer Time, grazie alla penna di Andrea Matteotti, fa un passo nel (recente) passato del GP dell’Azerbaijan (in quell’anno GP di Europa), ripercorrendo la prima edizione e rievocando un episodio controverso, che forse in pochi ricordano, che alla fine risultò decisivo per l’assegnazione del titolo mondiale.  

Ottavo appuntamento stagionale: la F1 sbarca per la prima volta, per il Gran Premio d’Europa, a Baku, in Azerbaijan: le prime sette gare del 2016 hanno messo in evidenza una superiorità evidente delle due Mercedes, probabilmente anche più schiacciante rispetto a quella vista nelle già dominanti stagioni precedenti. La W06 lascia le briciole agli avversari (una pole position a Daniel Ricciardo in quel di Monte-Carlo e una vittoria in quel di Barcellona a Max Verstappen, grazie al clamoroso botto iniziale delle due frecce d’argento, che si autoeliminarono). 

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Dopo le prime quattro gare tutto sembrava già scritto, con quattro vittorie di un Nico Rosberg che sembrava rigenerato dopo un 2015 a dir poco difficile. Lewis Hamilton, sia per sfortune varie che per sottovalutazione dell’avversario, era costretto a rincorrere, e non certo da vicino. Tuttavia l’inglese, essendosi aggiudicato in sequenza il GP di Monaco e poi il GP di Canada, si era rifatto sotto in maniera decisa. I due sono distanziati, a Baku, di appena nove punti.  In Azerbaijan, però, il leitmotiv sembra tornato quello delle prime gare: Hamilton è velocissimo, ma sprecone. In Q3 Lewis va a sbattere contro un muretto ed è costretto a partire decimo, mentre Nico conquista facilmente la pole davanti a un fantastico Sergio Perez. Ma è in gara che scoppia la polemica: Rosberg è tranquillamente al comando, quando Hamilton ha un problema con la sua Mercedes. Molti team radio erano stati vietati la stagione precedente, soprattutto quelli in cui si cercava di aiutare il proprio pilota alle prese con problemi di affidabilità: la Mercedes quindi non può aiutare il suo pilota, che perde tantissimo tempo nel cercare di risolverlo e conclude quinto una gara difficilissima. Il compagno tedesco, invece, vince in scioltezza il GP d’Europa (che dall’anno successivo diverrà il GP dell’Azerbaijan), davanti a Sebastian Vettel e a Sergio Perez.

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La polemica, però, viene rinnovata appena due gare dopo: siamo al decimo GP, a Silverstone, e Rosberg accusa un problema alla sua Mercedes. La squadra, contrariamente a quanto fatto con Hamilton, viola le regole, risolve il problema di Nico, che riesce così a limitare i danni e se la cava con dieci secondi di penalità, che comunque non gli pregiudicano il podio. A posteriori, forse Hamilton avrebbe preferito scontare anch’egli i suoi dieci secondi a Baku… visto che il titolo del 2016 gli è sfuggito per soli cinque punti!